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  • Crisi alla FISE, parla Vittorio Garrone
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  • 21/01/2010

Crisi alla FISE, parla Vittorio Garrone

LETTERA APERTA del dr. Vittorio Garrone, vicepresidente della FISE, sulla crisi in atto nella Federazione Italiana Sport Equestri:

CARI AMICI DEI CAVALLI e amanti degli sport equestri, un saggio recitava “La fine non è altro che un nuovo inizio”; io aggiungo: “Specialmente adesso”.La notizia del “golpe della befana” in Fise, è arrivata come un fulmine a ciel sereno.
La situazione federale e del Consiglio infatti stavano dando segni di buon funzionamento. Poche settimane prima, a Verona per Fieracavalli, con il Presidente avevamo considerato, e proprio lui aveva dichiarato più volte, che la ricchezza e varietà di competenze presenti nel Consiglio, potevano essere di sicuro supporto ad una crescita e un miglioramento. Poi, l'inatteso.
Vi riassumo la situazione cui alludo: il Consiglio Federale della Fise è caduto a causa delle dimissioni, avvenute tra fine anno e i primi di gennaio, di 6 dei 10 consiglieri; gli altri 4, me compreso, hanno di conseguenza perso la loro carica e senza potere intervenire in alcun modo. Il Presidente ed io, in qualità di
Vice Presidente, invece restiamo in carica, perchè le dimissioni della maggioranza dei consiglieri non sono avvenute contemporaneamente (cft. Statuto Fise art. 31, comma 2, punto c). Le motivazioni dell'atto restano tuttora ignote, nessuna spiegazione concreta è stata data né prima né dopo, né a me né ad altri, né dal Presidente né dai dimissionari.
Sarebbe facile e seducente fare della dietrologia. Tuttavia non è nella mia natura perdermi in chiacchiere.

SONO un uomo pragmatico e in un anno di Vicepresidenza Fise ho voluto con tutte le mie forze andare avanti e cambiare la Federazione nel solo interesse sportivo, guidato da una passione sincera e completamente privo di biechi interessi personali e ambizioni di potere.
Io e i consiglieri decaduti abbiamo lavorato sodo, contribuendo ad alcuni risultati significativi: come la sostituzione del tecnico federale per il Dipartimento Salto Ostacoli con Marcus Fuchs (con evidente miglioramento delle performances atletiche). Abbiamo deliberato la firma di un accordo di collaborazione con una nota società di consulenza aziendale, con l'obiettivo di ristrutturare profondamente la federazione sul piano organizzativo, degli aspetti economici e gestionali ed in vista di un programma pluriennale sul piano sportivo. Stavamo infatti lavorando al programma sportivo nell’ottica di rinnovare il settore a tutti i livelli, amatoriale e professionistico, con lo scopo generale di dare migliori opportunità di crescita agli atleti, ai cavalli, ai proprietari e agli allevatori. Abbiamo lavorato assiduamente per mettere in chiaro la situazione economica e patrimoniale, comprese le passività oramai ineccepibili. Avremmo voluto gestire il debito pregresso e il bilancio corrente con criteri di accantonamento, attenzione all’allocazione delle risorse e maggiore visibilità delle coperture finanziarie, ma l'inefficienza strutturale e l'ostruzionismo presenti in Fise ne hanno impedito l’attuazione.

QUANDO L'ANNO SCORSO ho accettato la carica di Vice Presidente, l'ho fatto con entusiasmo, certo che avrei potuto dare un forte contributo agli sport equestri, rinnovando e snellendo una struttura logora e macchinosa, convinto che avremmo potuto ottenere risultati significativi e avremmo potuto riformare e innovare il sistema già nei primi sei mesi, ma la situazione ad oggi conferma che mi sbagliavo e certi sistemi ferruginosi e una mentalità conservatrice sono ancora fortemente radicati in Fise.
Ho personalmente messo in moto risorse e investito, mi sono messo in gioco, utilizzando le mie competenze di imprenditore e mettendo a servizio della Federazione esperienze manageriali ed etiche acquisite da generazioni. Fiducioso che il ruolo del Consiglio fosse quello di avere una funzione strategica e d’indirizzo delle politiche federali verso il rinnovamento di un sistema e un ambiente oramai vecchi e malati. Ho affrontato “duelli” di costruttiva dialettica con il Presidente e all’interno del Consiglio. Come me, gli altri
Consiglieri decaduti - Tibaldo e Bonomelli, che hanno eccellenti competenze sportive, e Colucci che è un imprenditore di successo - hanno a mio avviso apportato competenze determinanti nelle dinamiche federali, profondendo un impegno corale, nell'ottica dell'interesse generale. I risultati più eclatanti della nuova gestione sono senz'altro merito anche del Presidente, ma sono soprattutto il risultato di un grande lavoro di gruppo. E' un momento di incertezza e di “vuoto di governo”. Non possiamo permettercelo. Non possiamo continuare ad andare al passo. Dobbiamo e vogliamo galoppare veloce, superando fieri e slanciati ogni ostacolo.%%newpage%%

SONO IN CORSO accertamenti sulla correttezza e legalità della situazione ed entro 60 giorni dallo scioglimento del Consiglio Federale dovrebbero esserci le nuove elezioni (fatte salve lungaggini burocratiche e legali). In quel momento capiremo quale sarà la sorte della Fise: l'occasione potrebbe essere quella giusta per rieleggere un Consiglio Federale basato sul vero rinnovamento, sull'efficienza e sul successo sportivo. L'alternativa meno felice sarebbe la scelta di 10 nuovi consiglieri che non abbiano voglia e coraggio di far fare un vero passo avanti alla Fise degli anni '10. Abbiamo bisogno di cavalli di razza.
Il 2010 è un anno importante per l'equitazione italiana che si prepara ai Mondiali di Lexington, in Kentucky: le nostre amazzoni e i nostri cavalieri devono essere supportati da una Federazione forte, trasparente, condivisa, capace di pianificare governando con criteri di delega e trasparenza e, soprattutto, unita negli intenti e nelle scelte strategiche.
Personalmente, immagino una Federazione gestita da persone lungimiranti che mettano i propri valori e le proprie esperienze al servizio dello sport, degli associati e dei tesserati. Persone in grado di pianificare una crescita sostenibile, disinteressata, riorganizzata, competitiva ed ottenere risultati veri, che si rigenerino nel tempo.
Questo momento, pur brutto e negativo, è propizio per attuare tutti una scelta forte, riafferrare saldamente le redini, dare una svolta vera e concreta.
Lo “sgambetto” della Befana, potrebbe così essere il terreno giusto per spiccare quel salto verso l'inizio di una nuova era.
VITTORIO GARRONE

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